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White.

Non so dov'ero. Vedevo attraverso gli occhi del lupo bianco.

Correva. Intorno era tutto di un bianco soffocante.
Quel luogo non si faceva vedere e non si faceva respirare.
Ma si faceva sentire. Ululati, questo era.
Si sentiva sospeso in un ciclo eterno che lo bloccava nello stesso punto.
Il bianco attorno non era che il suo manto replicato nello spazio dagli infiniti cicli che aveva compiuto e che avrebbe potuto compiere.
Smise di correre.
E si accorse che non erano gli altri se stessi che ululavano.
Guardando meglio, il bianco attorno si bucò, ed iniziò a sanguinare un nero denso.
La piccola crepa si sgretolò e dietro apparve una landa diversa.
Ci entrò.
C'erano vecchi ricordi. Sabbia, tanta sabbia.
Sabbia in cui non rimangono impronte.
Ci si perse. Non sapeva cosa fare.
Allora si fermò ancora una volta.
Sentiva vari venti. Decise di seguire quello che per lui era il più caldo.
Proseguendo si accorse che il vento era in realtà un'ondata di calore radiale,  più avanzava, più diventava caldo.
Un punto apparve all'orizzonte, e si ingrandiva ad ogni suo passo.
Arrivò davanti ad una piramide nera.
No.
Sembrava più un qualcosa di organico.
Cercò di avvicinarsi, ma fu atterrito da un suono improvviso.
La torre urlava. Anzi, ululava.
Erano lupi, cadaveri di lupi carbonizzati ululanti.
Una pira ancora fumante.
Sembrava non finire mai.
Voleva vedere la cima. Qualcosa lo spingeva a voler vedere la cima.
E spiccò un balzo da fermo.
Un incredibile salto parallelo alla pira.
Era dovuto alla sua forza.
Il mucchio orribile scorreva velocemente davanti i suoi occhi. Non guardava in alto. Sentiva che era presunzione.
Riusci a vederla.
C'era un lupo. Vivo.
Bianco.
Guardava in basso.
Ci fu un attimo in cui i due rimasero vicini. Immobili.
Il lupo bianco sospeso in aria. Il lupo bianco con lo sguardo basso.
Silenzio. Silenzio devastante.
Erano lunghi ululati.
Erano cadaveri di lupi carbonizzati che si scagliavano contro quel manto immacolato.
Stavano per portargli via la vita. Stavano per sporcarlo.
Ma lui non smetteva di guardare l'altro lupo bianco, l'altro se stesso, rimasto immobile,adesso sospeso in aria.
Lo fissava.
Il suo riflesso? Il lupo vero?
Finalmente alzò la testa.
Non aveva gli occhi.
 
I lupi neri svanirono come sabbia al vento, mentre cadeva.

Black.

Ero in un luogo di ricordi. Vedevo attraverso gli occhi del lupo nero.
 
 
C'era una pira di lupi ancora spenta.
Sembrava bucare le nuvole.
Il suo stupore si trasformò in desiderio irrefrenabile.
Voleva raggiungere la cima di quell'orrenda piramide.
Iniziò a salire.
Ben presto smise di guardare in alto.
Si sentiva osservato dalle mille paia di occhi sotto di lui.
Avevano tutte lo stesso sguardo.
Lo sguardo di burattini imbrogliati nei fili delle vite da loro stessi spezzate.
Lo sguardo di chi potè osservare il mondo senza riuscire a vederlo.
Lo sguardo di occhi spalancati nella morte, per vedere la vita di cui non fanno più parte.
Lacrime d'aria.
Li fissava.
Aveva paura che gli potessero portar via la vita.
La sua vita. 
E così decise di salire.
La stanchezza venne lentamente, e lentamente proseguiva sempre più curvo.
Cadde esausto su quei cadaveri.  
Li fissava.
Su quegli occhi.
Li fissava.
Ci vedeva un riflesso.
Un riflesso di un lupo nero, cadavere tra i cadaveri, in una pira funeraria di occhi spalancati.
Quando fu appiccato fuoco sentì per un attimo un dolce tepore.
Perchè ormai era completamente freddo. 
Non c'era riuscito.
 
C'erano riusciti.

.otsoga 62

Caro diario, come stai?
 
Scusami se ti ho trascurato in questi ultimi undici anni, ho avuto un po da fare.
 
Mi sono appena svegliato da un lungo sogno, e voglio raccontartelo.
 
Correvo, passi ansanti nella nebbia e scie di orme nella neve. Il sentiero era sconnesso e inciampavo tra i rami caduti del sottobosco. Mi inseguiva. Sembrava che ogni secondo si infilava tra le gambe e le rendeva sempre più pesanti, mentre una sensazione di calore si poggiava sulle spalle. Era il suo fiato. Fuggire era inutile. Sapevo che ad ogni mio passo la sua ombra sarebbe diventata ancora più grande, fino a quando mi avrebbe sfiorato i talloni. Mi girai e un forte vento mi soffiò in faccia. Era sparito. Ma avevo ancora più paura, perchè adesso dovevo voltarmi in avanti. LO FECI. Spongebob rideva e mi porgeva un krusty meal (o almeno cosi credevo che si chiamasse) , così gli pagai 4 conchiglie e mi andai a sedere. Al tavolo affianco c'erano bugs bunny e freddy mercury che parlavano di carote. Poi l'inserviente albero smette un attimo di spazzare e mi chiede una cartina. "Mi dispiace , le ho finite". Non era vero.Do un morso al panino e il mondo cambia. Sto sdraiato strafatto ad osservare un vomito finto attaccato sul soffito e me la rido di gusto. Qualcuno ha sparato al massimo lo stereo e Interstellar Overdrive rimbomba nella cucina. "NOOO! CHI HA ROTTO LA BOTTIGLIA DI SAMBUCA! ROARR" . Voglio dirgli rilassati amico, tanto era vuota e la dobbiamo ricomprare, ma non ci riesco. Ho la bocca impastata. C'è dentro la guerra dei mondi. I nachos e le tortillas inzuppati di salsa piccante mariçon abbondantemente corretta al tabasco mangiati come pretesto per non bere a stomaco vuoto stanno urlando "AYYY CARAMBA!" mentre sfondano la linea Sigfrido. Dall'altra parte Raffaella Carrà si sbellica di risate mentre dei soldati francesi (li ho riconosciuti solo per la lingua) la seviziano.  Alzo lo sguardo e vedo che quella povera salsa mariçon viene ulteriormente corretta al tabasco. Che fame, mi alzo e riesco a sedermi a tavola (miracolo!) . C'è Beethoven dall'altra parte che slaccia la cintura e fa traboccare la pancia alla Homer Simpson mentre rotola un bonsai in un rotolone regina e se lo accende. Ludovico Van, compagno sir, perchè fate questo? Perchè questi rotoloni non finiscono mai. Mi fa fare un tiro. Chiudo gli occhi e soffio. Mi accascio all'indietro, come sto comodo. Ho voglia di un gelato allo yogurth e cocco. BLEAH. Certo che fa però un po troppo caldo qui dal barbiere. Prima di me c'è Socrate che si sta facendo fare i dreadlock al lato sinistro della barba (a destra porta male dice). Che palle , ci metterà un po. Apro il giornale CHE BOCCE, NO , SONO DUE COCOMERI! MI STANNO RISUCCHIANDO!  Rimshots di rullante e i Wailers iniziano a suonare Jammin. Bob Marley ci canta da un altro mondo. Quanto vorrei scendermi tutto quel che si è sceso lui. Per due volte di fila. Oh si. C'è anche la fatina dei confetti sulla spiaggia. Provo un eccitazione incredibile e gli corro incontro ma cado sul naso. Che dolore, proprio sullo stesso punto che ho fracassato già 2 volte. Mi alzo e vado sulla piccola scogliera di fronte a me. Dobbiamo fare pipi. Sono il primo a farla. Sento risa a sinistra. Che risa da frocio, voglio girarmi e fargliela addosso, e un trombone azzurro che dietro dice GUARDA FOO, E IMPOSSIBILE!  Ma cosa ci troveranno di strano. Guardo in basso. Il super liquidator non ha ancora finito la riserva. Davvero, che cosa ci trovate di strano? Mah.  Scendiamo dalla scogliera ma io scivolo di nuovo e cado all'indietro battendo la testa. Vedo le stelle uscire dal cranio e le osservo. Che belle.. UNO DUE TRE QUATTRO Volano leggere leggere nell'aria UNO DUE TRE QUATTRO quella azzurra sta diventando rossa LO STIAMO PERDENDO! OOOOOOHH C'eccis! Statt nu poc zitte (Ehi, ci hai ucciso, stai un po zitto) . AAHAHAHAHAHAHAHAH lo zio sam ride mentre mi accoltella il cuore. Io guardo e mi dico "Devo trovare un cappello cosi quando esco di qui". Ha smesso , se ne va. Posso starmene tranquillo nel mio letto cremisi in questa corsia dimenticata. Ho sonno..chiudo gli occhi.
 
E li riapro.
 
Ieri ho fatto il bravo ragazzo.
 
Almeno è questo quel che ricordo.
 
Adesso ti lascio, caro diario, non ho più niente da scriverti.
 
 
Ho un appuntamento con biancaneve (sai adesso esco con lei!) , e non vorrei fare ritardo.
 

Swlabr.

Sono tornato.

Sono di nuovo qui.

Perchè?

Ho visto comete squarciare il cielo.

Erano i versi di una poesia rossa.

Era l'infinito ed io non ne facevo parte.

L'ho dimenticata svegliandomi.

Mi sento...come mi sento?

Non sento niente.

Non riesco a provare niente per questo mondo.

Eppure vivo più di molti altri.

C'era una voce nella mia testa.

Mi ha detto che mi pongo le domande sbagliate.

Ma non mi ha detto quali sono le giuste.

Ma poteva davvero dirmi cosa sono il giusto e lo sbagliato?

Realms of bliss, realms of light
Some are born to sweet delight

Cos'è stato?

Cosa sono stato?

Trovo sempre più insensato interessarsi al parere degli altri.

When youre strange
Faces come out of the rain
When youre strange
No one remembers your name

Però non riesco a capire come si possa ritenere un cazzone chi sa scrivere cose del genere.

Siete vivi? Credete di essere vivi!? Stronzate!

Smettetela di urlarmi addosso.

Smettetela di cercarmi.

Sono cullato dalle amorevoli braccia di Dionisio.

E non voglio più svegliarmi.

Questa è la fine
bellissima amica
questa è la fine
la mia unica amica, la fine

dei nostri piani elaborati, la fine
di tutto ciò che conta, la fine
nessuna sicurezza o sorpresa, la fine
non guarderò più nei tuoi occhi...di nuovo

potete immaginarvi cosa sarà
così illimitato e libero
disperatamente in bisogno...di qualche...mano estranea
in una...terra disperata

perso in un amor...deserto di dolore
e tutti i bambini sono malati
e tutti i bambini sono malati
aspettando la pioggia d'estate, si

c'è pericolo sul confine della città
viaggia sull'autostrada dei re, bambina
strane scene nella miniera d'oro
viaggia sull'autostrada ovest, bambina

Cavalca il serpente, cavalca il serpente
verso il lago, l'antico lago, bambina
il serpente è lungo, sette miglia
cavalca il serpente...è primordiale, e la sua pelle è glaciale

l'ovest è il migliore
l'ovest è il migliore
arrivaci, e fai bene il resto

il bus blu ci sta chiamando
il bus blu ci sta chiamando
autista, dove ci hai portato

L'assassino si sveglia prima dell'alba, mette su gli stivali
ha preso un volto dall'antica galleria
ed ha camminato fino all'atrio
è andato nella stanza dove vivea sua sorella, e...poi ha
fatto visita a suo fratello, e poi ha
camminato fino all'atrio, e
ed è arrivato ad una porta...e ci ha guardato dentro
Padre, si figliolo, voglio ucciderti
Madre...voglio...fotterti

Su bambina, non farti sfuggire un occasione con noi
Su bambina, non farti sfuggire un occasione con noi
Su bambina, non farti sfuggire un occasione con noi
e vediamoci nel retro del bus blu
fammi un blu rock
su un blu bus
fammi un blu rock
forza, si

uccidi, uccidi, uccidi, uccidi, uccidi, uccidi

Questa è la fine
bellissima amica
questa è la fine
la mia unica amica, la fine

Fa male liberarvi
ma non mi seguirete mai
la fine della risata e delle piccole bugie
la fine delle notti in cui abbiamo cercato di morire

Some are born to the endless night 

Questa è la fine.

La notte finisce sempre.

È una cosa che mi fa piangere.

Poetry time,episode LIII.

Glu-glu
 
coriandoli nel cranio e corone d'alloro
solletica passando la sua coda di demonio
il sorriso aspetta l'albeggio del silenzio
mia la sconfitta ma a ridere non sono loro
 
dimentico sempre la bellezza delle stelle
le lacrime trattenute di un angelo decaduto
romito lido di scogli bianchi senza relitti
e la libertà che provo guardando lontano
 
~
 
c'è chi ha le ali, e chi sa volare
e c'è chi se le strappa, e chi cade da una scogliera

manifesto

E mi chiedi tu
adesso dove sono
sei quel che eri o forse non più
il sentimento è cieco come il suo padrone
ho smesso di incatenarmi al muro della prigione
finito il gallone di verdi auspici
bevo adesso la bottiglia dei nemici
dolce fino in fondo
fino all'ultimo respiro
è la brezza di cui godo nel mio piccolo destino
questo cielo mi sta stretto
mi sta stretto il suo azzurro
non riesce più a strapparmi
un sussurro pietoso
canti della notte
che cosa significheranno
echi di sgomento sono affanno e basta
questo è il mio biglietto verso lo sconvolgimento
verso nessuna catena e nessuna libertà
non ho mai meta fissa e non ho musa alcuna
cammino in fila indiana
 assieme agli altri me stessi
e annoto ciò che vedo spruzzando l'anima
non ho pretese nessun ascoltatore
ho un'abbozzo dell'ignoto che vivo
e il solo desiderio
di visitarlo
ancora

Cocci.

Non mi piace specchiarmi.
 
Non ho più la forza di guardare il mio sguardo vuoto.
 
È come guardare il pozzo del proprio dolore ed estrarne ogni volta un secchio amaro.
 
Perchè mi sembra che nonostante tutto quel che faccio, alla fine ottengo solo di potermi specchiare.
 
Capita che a volte oso farlo, e mi guardo dritto negli occhi, neri come la pece velenosa da cui più tento di uscire e più sprofondo.
 
Una sensazione orribile, come se qualcuno mi stringesse il cuore.
 
E l'orrore cresce quando poi chiudo gli occhi e vedo che quel qualcuno sono io.
 
Il sorriso di un uomo triste è peggio del pianto più straziante.
 
Trasforma il dolore in un fardello sempre più pesante da trasportare. 
 
Devolve la crisalide in una corolla di tenebre.
 
Mangia l'anima.
 
 
È il mio sorriso, e non ho più la forza di vederlo riflesso.

L'inizio.

La fine di una fine, l'inizio di un inizio , come disse un famoso storico. Personalmente, il diploma di stato di per se è inutile, l'ho preso nel più blando menefreghismo e con disimpegno: fosse per me si andrebbe all'università dopo le elementari, per risparmiare otto anni di sapere a metà o non sapere per niente.
 
5 anni.Tra le molte cose ho avuto:paura,sonno,noia,disgusto,desideriod'evadere,amoreperilpassato,sentimentiignoti,noncuranza,apatia,annichilimento,
pace,coscienza,trasformazioni,rilassatezza,totaleredenzione,soddisfazione.
 
Il mio esame:
 
Prove scritte: 29/45 . "I contenuti sono appropriati e anche originali, ma distrutti da una metrica linguistica indecifrabile, un peccato."
 
Prova orale: 35/35 .   L'unica stretta di mano accademica del presidente di commissione.
 
Non riporto i commenti privati.
 
La sintesi del mio estremismo, male e bene: li ho ottenuti entrambi.
 
Ho dimostrato ciò che non avevo bisogno di dimostrare.
.
"Onore allo straniero!"
 
Ringraziamenti speciali a:
 
prof.re Maturo: per avermi fatto ridere in molte occasioni e riflettere in molte di più; per avermi insegnato il fascino della sua scienza (ma non la scienza) e per essere stato un maestro di vita; per il suo anticonformismo, per il suo supporto morale e il suo affetto, che ho sempre percepiti fino all'ultimo, nonostante abbia cercato di nasconderli accuratamente. Grazie..
 
prof.ssa Aucella: per avermi insegnato a non essere superficiale; per avermi esemplificato il doppiogiochismo in tutte le sue forme ed insegnato ad evitarlo; per non
aver corretto i miei errori grammaticali nelle esposizioni e per non essersi accorta che a volte ho sostituito nelle interrogazioni gli argomenti con famose canzoni
dei Beatles. Grazie!
 
prof.ssa Gaglione: per avermi sempre deprezzato, per non aver mai creduto in me. Lei mi ha spronato a dare il meglio di me stesso. Grazie.
 
commissione d'esame n.166: perchè mi hanno fatto ricredere nel valore della loro figura. Grazie.
 
 
 
Il caos è e sarà per sempre, ma la mia stella adesso danza.
 
 
E danzerà.
 
 

 
 
Per sempre.
 

Poetry time,episode LII.

Calice.
 
L'illusione fantasma
è solo l'eco sognante
nell'effimero insulso
bacato cranio
IIIII 
il cervello è
a bere le nuvole
ed io qui a morir di sete
 
~
 
Quel vuoto sta nella nostra testa, ed è tutta colpa del cervello, perchè gli piace ubriacarsi di nuvole e non vede che ci lascia a morire, di sete. La sua sazietà è la dissolvenza dell'illusione che sbatte contro la realtà, e con essa la scia del suo eco lascia briciole di sogno inappagato che formano una via di ritorno.
 
Per questo il cervello torna ad ubriacarsi, e noi non possiamo farci nulla, perchè non possiamo smettere di sognare.

L'ordine del Caos.

 

MORTE CAOTICA dopo la
morte mi piacerebbe diventar
e più impalpabile dell'aria
in modo da pervadere con un
a particella di me ogni cosa
ogni essere vivente SCOPRIR
E l'intera VERITA' di ogni ciu
ffo d'erba di ogni essenza UM
ANA facendone parte ESSE
RE presente mentre i moti de
lle STELLE consumano lentam
ente l'universo in vortici cao
tici determinati da fantastici
attrattori strani MA
QUESTA MORTE NON SARA'
QUALCOSA IN PIU' DELL
A VITA?

 ~

Vari anni fa, vagando in auto per le provincie portoghesi, improvvisamente mi trovai davanti un cartello indicante la direzione per il ... CAOS!

Proprio così: in Portogallo esiste un paesino dal nome così emblematico (almeno per me!), un paesino sperduto nell'entroterra, piccolo e senza nulla che possa farlo facilmente ricordare, salvo quel nome! Nome che, quasi come un apparizione, mi indicò la strada da seguire ed io, da allora, così feci.
Denis Diderot nella sua opera: "Interpretazione della Natura" (Oscar Mondadori 1995), già si chiedeva nel 1753 se esistesse un fenomeno fisico centrale capace di illuminare non solo i fenomeni conosciuti, ma anche tutti quelli che il tempo avrebbe fatto scoprire, un fenomeno capace di riunirli e di formare un sistema. Secondo me questo fenomeno centrale è la teoria del CAOS.

Per capire la realtà che ci circonda è necessario cominciare a pensare ad essa come a qualcosa che non sia solo casuale.

Le nuvole non sono sfere, ama dire Benoit Mandelbrot pioniere dello studio del caos. Le montagne non sono coni, il fulmine non si propaga in maniera lineare. Con ordine, anche se con un ordine incredibilmente complicato, il caos dirige diligentemente tutte le operazioni alla base della vita riducendo il globale tessuto connettivo della natura in un unico, per quanto intricato sia, sistema frattale. Susan Condé (dal catalogo "La complessità frattale in Arte" - Arx Art Gallery - 1995) definisce l'essere umano come un frattale vivente e continua dicendo che l'ora ed il giorno sono frattali come l'ora che è nel minuto che è nel secondo e che le nostre esistenze sono le totalità autoriflessive dove ciascun dettaglio testimonia la totalità. Quindi, aggiungo io, il caos va oltre la conformazione prettamente fisica della vita ed invade il terreno della stessa coscienza umana, per regolare, in una successione di eventi solo apparentemente casuali, la nostra intera esistenza. Credo che la vita possa perciò ritenersi un elemento frattale molto complesso in espansione sia su un piano propriamente fisico che metafisico, sia temporale che spaziale e la scoperta del paesino portoghese possa essere un "caso" voluto e richiesto a gran voce dal mio inconscio!

Vita, Natura... per definire bene l'equazione manca un solo, importante fattore: l'Arte. L'arte caotica è sempre stata "avvertita" intuitivamente dagli artisti: i suggestivi paesaggi cinesi immersi in una turbolenza totale (onde tumultuose, nubi, profili di montagne, forme vegetali, ...), le proporzioni ricorrenti in precise scale geometriche di numerosi monumenti dell'antichità ed anche dei giorni nostri, Van Gogh ed i suoi vorticanti flussi di energia che lambiscono ed avvolgono ogni contorno, le "maniacali" geometrie di Escher, ... A differenza del passato oggi l'artista è consapevole delle infinite potenzialità che l'arte caotica può offrire grazie agli strumenti che ne permettono la raffigurazione.

Sorge quindi un dubbio potrebbe chiunque con una modesta conoscenza di informatica, creare fantastiche immagini di attrattori strani e di geometria frattale? E di conseguenza, si potrebbe parlare di una forma di arte alla portata di tutti?

I frattali di Mandelbrot (considerato il massimo esponente mondiale di tale studio) ottenuti come risultato di approfondite indagini scientifiche sono bellissimi a veder si ma, a mio avviso, non possono essere considerati esempi di ricerca artistica.Le trasformazioni di questi sistemi frattali reiterate regolarmente portano spesso l'osservatore a prevederle creando un anticipazione percettiva che toglie tensione ed energia all'immediatezza della comunicazione creativa. Invece l'arte caotica, attraverso i propri mezzi di espressione - frattali, attrattori strani, turbolenza - "miscela" sapientemente autosomiglianza e dissonanza, l'eterno contrasto tra la componente materica più rozza e lo spirito zen, fa coesistere la linearità ripetitiva e geometrica tracciata sulla sabbia e l'elevarsi improvviso delle aspre scabrosità delle rocce in un cosmico giardino frattale: microcosmo ed emblema dell'universo intero col suo meraviglioso ed a volte quasi indecifrabile caos.

Fratello Frattale, Ruggero Maggi

Poetry time,episode LI.

Il cosmo ubriaco.
 
A volte balenano in testa
tutte le cose dell'uomo
sembra d'impazzire
perchè ho voglia
di distruggerle
 
caos fermo
di paesaggi sonori
ma se vedi attentamente
ogni linea ha il proprio ordine
e tutti i punti sono opposti
invece che combacianti
e forse ti capiterà
di non aver più
non il tutto
piuttosto
il concetto
di ogni tutto
del mondo
per sostituire
il possibile e l'impossibile
con l'improbabile e il probabile

Fotografia di sogni fatta a mano.

 
Persistenza della memoria
 
 
Il molle, pazzo, solitario, paranoico-critico Camembert del tempo e dello spazio.
 
 
 
 
Mangiatelo tutto il tempo, prima che vi si sciolga tra le mani!
 

Poetry time,episode L.

D.A.D.A.
 
Io sono, che cosa sono?
sono l'io che credo me,
l'io che il mio sangue
il mio amico e il mio nemico credono me
che un qualsiasi paio d'occhi crede me,
se incontra i miei.
 
Sono l'io trasceso che la religione
crede,
l'io particella che la filosofia
crede,
l'io bestiale che la scienza
crede.
 
Sono l'io dell'intelletto, l'io dell'istinto
l'io caotico, l'io ordinato
l'io dell'eros , l'io del thanatos
l'io degli opposti e delle contraddizioni
del bene e del male,
oggettivamente e soggettivamente:
 
Io sono e non sono.
Ma ciò che sono e ciò che non sono, chi o cosa può dirlo?

Dietro lo specchio e cosa ci trovai.

 

Jabberwocky
 
Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe;
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.
Beware the Jabberwock, my son!
The jaws that bite, the claws that catch!
Beware the Jubjub bird, and shun
The frumious Bandersnatch!
He took his vorpal sword in hand:
Long time the manxome foe he sought
So rested he by the Tumtum tree,
And stood awhile in thought.
And as in uffish thought he stood,
The Jabberwock, with eyes of flame,
Came whiffling through the tulgey wood,
And burbled as it came!
One, two! One, two! And through and through
The vorpal blade went snicker-snack!
He left it dead, and with its head
He went galumphing back.
And hast thou slain the Jabberwock?
Come to my arms, my beamish boy!
O frabjous day! Callooh! Callay!
He chortled in his joy.
Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe;
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.
 
Il Ciarlestrone         

Era brillosto e gli alacridi tossi         
Succhiellavano scabbi nel pantùle:         
Mèstili eran tutti i papparossi,         
E strombavan musando itartarocchi.         

"Attento al Ciarlestrone, figlio mio!         
Fauci che azzannano, zampe che ti artigliano!         
Attento all'uccel Giuggio,         
e attento ancora         
Al fumìbondo Chiappabanda!"         

Afferrò quello la sua vorpida lama:         
A lungo il manson nemico cercò...         
Così sostò presso l'albero Tonton,         
E riflettendo alquanto dimorò.         

E mentre in bellico pensier si trattenea,         
Il Ciarlestrone con occhi di brage         
Venne sifflando nella tulgida selva,         
Sbollentonando nella sua avanzata!         

Un, due! Un, due! E dentro e dentro         

Scattò saettante la vorpida lama!         
Ei lo lasciò cadavere, e col capo         
Se ne venne al ritorno galumpando.         

"E hai tu ucciso il Ciarlestrone?         
Fra le mie braccia, o raggioso fanciullo!         
O giorno fragoso! Callò! Callài!"         
Stripetò quello dalla gioia.         

Era brillosto, e gli alacridi tossi         
Succhiellavano scabbi nel pantùle:         
Mèstili eran tutti i papparossi         
E strombavan musando i tartarocchi.         

         Charles Lutwidge "Lewis Carroll" Dodgson

Poetry time,episode XXXXIX.

Rioner etsugua erreip.
I particolari che oscurano il sole, piuttosto che le grandi armonie.
 
~
 
Non c'è niente da dire
in una strada d'acqua piovuta
e il suo scorrere avidamente
inghiottito dai tombini
 
Urlare mostri sfigurati
nel silenzio affaticato
dello sguardo dei lampioni
e degli occhi appollaiati
sulle code dei vicoletti
è debolezza dell'anima
per un vizio della carne.
 
Lo sospira il tepore freddo
di questo insolito maggio
 
intenso profumo di pioggia
dal cielo senza stelle.

the great deceiver's lesson

Al mondo ci sono tanti tipi di musicisti, chi per passione e chi per professione.
 
In ogni caso, si suona sempre per qualcosa, perchè la musica è espressione, più delle parole.
 
Espressione di sfogo, di divertimento, per sentirsi bene, per far sentir bene.
 
Ma c'è anche chi pensa all'esibizionismo, al sentirsi superiore, e magari solo per una cosa così limitatevole come la tecnica.
 
Ciò che gli manca è la cosa più importante.
 
Facile è raggiungere velocità e tecnica, con lo studio giusto puoi superare chiunque sotto questo aspetto.
 
Ma poi? A cosa ti serve la tua tecnica mostruosa se non sai fartene niente?
 
Solo per esibirti davanti a musicisti tecnicamente inferiori per sentirti dire:"Bravo!".
 
Un grande fallimento.
 
Perchè sono rimaste immortali le canzoni più semplici tecnicamente?
 
Perchè l'alchimia della musica è verso altre cose.
 
Il tocco, il gusto , il groove, il suono, l'essenzialità : sono queste le qualità del musicista.
 
Qualità difficilissime da raggiungere e mantenere.
 
Saper dare il giusto sentimento ad un pezzo quando fai suonare (non "suoni" , è pur sempre un mezzo, mica un fine) il tuo strumento è il vero valore di tutto.
 
Alcuni se lo dimenticano, ma esistono anche le pause, le crome , le semiminime, e perchè no, anche le minime e semibrevi, e sparano biscrome e semibiscrome a tutta forza, facendo uscire un tappeto di suono continuo.
 
Se credi di poterlo chiamare virtuosismo, ti sbagli davvero di grosso, questo è solo ipertecnicismo.
 
Poi ci sono musicisti che ti mettono poche note, in alcuni casi addirittura toccano appena , e ti fanno piangere, o altri che ti fanno ballare con un niente.
 
Questo è il massimo! Questo è l'indirizzo! Questa è l'espressione della creatività di un genio!
 
Ma ripeto, è difficilissimo essere e saper essere essenziale, c'è una linea impercettibile che separa dalla banalità e dalla scontatezza.
 
Inoltre è il come, non il cosa che fa davvero la differenza.
 
E questa è appena la crosta dell'essenza del musicista, ce ne sono di strati per arrivare al nucleo, e non tutti ci arrivano.
 
Il triste però è che non tutti capiscono questo discorso, per quanto ovvio possa apparire , e finiscono sopra la crosta, o addirittura vanno fuori l'orbita del pianeta.
 
Non è colpa dei media, non è colpa delle mistificazioni e degli idoli, non è colpa di nessuno.
 
Si tratta solo di attitudine, come per ogni altra cosa.
 
 
“Agli inizi ero interessato alle partiture musicali, ed ero abbastanza bravo e veloce nella lettura, ma quando cominciai a
suonare con i gruppi, feci l'enorme sbaglio di abbandonare lo studio. Io credo che sia fantastico essere capaci di scrivere
le proprie idee in forma musicale, ma credo anche che nella batteria il feeling sia molto più importante della mera tecnica,
è fantastico suonare un triplo paradiddle… ma chi si accorge veramente che lo stai facendo? Se fai troppa attenzione alla
tecnica, finisce che inizierai a suonare come ogni altro batterista. Credo che quello che conti veramente sia essere
originale. Quando ascolto altri batteristi, mi piace poter dire "Wow… carina questa cosa, non l'avevo mai sentita prima!".
Credo che essere te stesso come batterista sia molto più importante che suonare come chiunque altro”.
 
“Non ho mai cercato coscientemente di essere uno dei migliori batteristi e non voglio nemmeno esserlo. Un sacco di ragazzini
mi vengono a dire cose come: "Ci sono molti batteristi meglio di te". A me piace suonare al meglio delle mie capacità ed è
quello che sto facendo ora. Non pretendo di essere più eccitante di Buddy Rich. Ma non suono ciò che non mi piace. Sono un
batterista semplice, senza fronzoli per la testa e non cerco di atteggiarmi o essere meglio di quel che sono".

John Henry Bonham III
 
Questo è l'ultimo grande insegnamento che un'artista ha voluto regalarmi, e che ora mi conduce sulla strada giusta.
 
Ma più generalmente, è anche il mio pensiero , e il mio modo di essere, anche al di fuori della musica.
 
Mi ci è voluto 1 anno e 10 mesi.
 
Ringrazio Dio per le persone che mi hanno reso e che mi rendono ciò che sono,nella musica ma soprattutto nella vita. 
 
In cuor vostro sapete d'essere voi, non c'è bisogno che vi elenca.
 
Di nuovo, grazie.
 

Itaca.

Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrìgoni e i Ciclopi
o Posidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via
se resta il tuo pensiero alto, e squisita
è l’emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrìgoni o Ciclopi
nè Posidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.

Fa voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.
Fa scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti più vuoi voluttuosi aromi.
Récati in molte città d’Egitto,
a imparare, imparare dai sapienti.

Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze,
Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più.

E se la ritrovi povera, Itaca non t’ha illuso.
reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.

Kostantinos Petrou Kavafis

Poetry time,episode XXXXVIII.

Un solo cuore.
 
Poeta è uomo che soffre
uomo che soffre è poeta
dolore è primo inizio
figlio della passione,padre dell'amore.
 
Poeta è uomo che gioisce
uomo che gioisce è poeta
felicità è fine ultimo
smorfia nella vita,sorriso nella morte.
 
Soffrire per gioire
non è per tutti certo
che non tutti provano
uguali emozioni.
 
Così tutti i poeti sono uomini
e non tutti gli uomini sono poeti.
 
~
 
Basta raggiungere un solo cuore, per raggiungere l'umanità.

Poetry time,episode XXXXVII.

Méchant.
 
non guardarmi
sono i tuoi occhi
notte
che non passa
 
ripercorrere
è tempo perso
se ormai conosci
il capolinea
 
cercare
tra le ceneri
fumanti o meno
sporca
solamente
 
le lacrime
non diluiscono
il tuo nero
 
i singhiozzi
disturbano
il mio silenzio
 
taci